Pubblicato su www.24orenews.it

Aperitivo dopo la pandemia

Nei tempi di pandemia ho trattato spesso l'argomento dei ristoratori e di cosa sarebbe accaduto al settore quando tutti si sarebbero potuti riappropriare del gusto di uscire a cena, pranzo oppure per un aperitivo.

Il grosso problema è riuscire a trovarlo almeno accettabile l'aperitivo, visto che ovunque vai i vini sono spesso simili di nome e di qualità ovvero scadenti, basterebbe guardarsi un po' in giro per trovarne di bevibili, accattivanti insomma soddisfacenti al palato, ma il mondo, soprattutto dei baristi in circolazione non brilla d'iniziativa a proposito.

 

Il punto è che mi si era come tarlata la mente e vedevo i ristoratori tutti uguali, forse perché in realtà lo erano, resi uguali dal fatto che tutti hanno dovuto chiudere i battenti per forza maggiore.

 

La cruda realtà della riapertura mi ha sbattuto in faccia la mancanza di preparazione, voglia e capacità di molti ristorator-baristi che dovrebbero cambiare mestiere, a trovarlo.

 

Non posso ovviamente fare nomi, tengo famiglia, ma quando ricomincio ad uscire; mi son detto, partiamo con un un'aperitivo possibilmente no allo spritz et simila che rovinano il palato.

 

Mi servono delle patatine, un Lugana trascurabile con olive e peperoncini "avvolti", come in un incubo,  dai capelli della barista che ha preceduto il ragazzo che me li ha serviti, mi viene voglia di piangere e chiamare i santi per asciugarmi le lacrime.

 

Mi chiedo perché il ragazzo non abbia guardato quello che portava al tavolo, bo mistero, e siccome che oggi mi sento magnanimo, pago e me ne vado sconsolato alla ricerca di un oste all'altezza della situazione.

Però le patatine erano fresche...

27 Giugno 2020

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